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Il Consiglio provinciale dalla A alla Z
Il Consiglio provinciale dalla A alla Z
lettera: I
Impugnazione
Una legge provinciale approvata dal Consiglio viene promulgata, senza alcun controllo preventivo da parte del Governo, dal/dalla presidente della Provincia (in questa fase le vengono attribuiti la data e il numero) e quindi pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. Salvo diversa previsione, essa entra in vigore il 15° giorno successivo alla pubblicazione. Il Governo può però impugnare la legge, entro i successivi 60 giorni, dinnanzi alla Corte costituzionale qualora ritenga che tutta la legge o alcune sue singole disposizioni siano lesive della competenza dello Stato in materia.
Viceversa, anche la Provincia può impugnare una legge statale o una legge regionale dinnanzi alla Corte costituzionale qualora ritenga che essa violi le competenze della Provincia. Il ricorso alla Corte costituzionale viene presentato dal rappresentante legale della Provincia ossia il/la presidente della Provincia previa deliberazione del Consiglio provinciale o, in caso di urgenza, della Giunta provinciale (si veda la voce ratifica).
Incompatibilità
Una consigliera eletta/Un consigliere eletto non deve essere “solo e unicamente” consigliera/consigliere, vale a dire che accanto alla carica di consigliera o consigliere può ricoprire altre cariche, avere altri incarichi o svolgere altre attività. Tuttavia esistono alcune cariche, funzioni e attività che sono incompatibili con la carica di consigliera/consigliere. Se una consigliera o un consigliere ricopre tali cariche oppure svolge tali funzioni, deve decidere se optare per la carica di consigliera/consigliere oppure per l’altro ruolo ritenuto incompatibile e se non lo fa entro il termine stabilito perde la carica di consigliera/consigliere provinciale.

Quali cariche, ruoli e funzioni sono incompatibili con la carica di consigliere/consigliera provinciale?
I casi sono stabiliti con precisione nella legge elettorale. Per fare alcuni esempi la carica di consigliera/consigliere provinciale non è compatibile con quella di onorevole o senatrice/senatore, di giudice della Corte costituzionale, di componente di un altro consiglio regionale o provinciale, di presidente, componente del consiglio di amministrazione o direttore generale di enti, istituti, associazioni e società controllati dalla Provincia. Inoltre la carica di consigliere provinciale è per es. incompatibile con la posizione di dipendente statale, della Regione o della Provincia, per qui dopo la loro eventuale elezione in Consiglio provinciale queste/questi dipendenti sono messe/messi in aspettativa.


Quale è il senso di questa normativa?
Stabilendo esattamente le cariche e le funzioni incompatibili con la carica di consigliera/consigliere provinciale, il legislatore ha voluto fin dall’inizio prevenire il verificarsi di possibili conflitti di interesse. Questo perché nel loro lavoro quotidiano e soprattutto quando si tratta di prendere decisioni concrete in aula, una consigliera/un consigliere potrebbe sin troppo facilmente trovarsi in una situazione di conflitto d’interessi, in quanto da un lato c’è l’interesse comune, che come rappresentante del popolo deve garantire, e dall’altra c’è l’interesse particolare, che in virtù dell’altra posizione ricoperta potrebbe essere tentata/tentato di rappresentare e che non sempre corrisponde agli interessi della collettività.
Se sussiste incompatibilità (all’inizio della legislatura oppure anche sopravvenuta nel corso di essa) lo decide il Consiglio stesso, dopo aver esaminato la situazione di fatto. Se il Consiglio giunge alla conclusione che sussiste tale situazione, s’invita la consigliera/il consigliere a eliminare la causa di incompatibilità entro un termine prestabilito. Se la consigliera/il consigliere non ottempera a questo invito decade dall’incarico di consigliera/consigliere provinciale.
Indennità
I consiglieri/Le consigliere provinciali - che sono contemporaneamente anche consiglieri regionali, vale a dire che fanno parte di due assemblee legislative - percepiscono per la loro attività dal Consiglio regionale un'indennità mensile attualmente pari a 10.500,00 euro lordi (stato 2013). I consiglieri/Le consigliere che ricoprono una carica in seno alla Giunta provinciale, alla Giunta regionale o in seno agli uffici di presidenza del Consiglio provinciale ovvero del Consiglio regionale percepiscono inoltre un'indennità di carica calcolata in percentuale sull'indennità mensile. Poiché l'attività dei consiglieri/delle consigliere non è limitata alla partecipazione alle sedute del Consiglio provinciale e del Consiglio regionale, ma comporta anche tutta una serie di obblighi ai quali essi/esse devono adempiere in Alto Adige, nel resto d'Italia o anche all'estero per poter espletare il mandato loro conferito dagli elettori/dalle elettrici, è previsto anche il rimborso delle spese di viaggio fino a un massimo di 8.000 km all'anno.
Ineleggibilità
In linea di massima ogni cittadina e ogni cittadino che il giorno delle elezioni abbia compiuto 18 anni, sia iscritta/iscritto nelle liste elettorali e il giorno della pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi risieda in un comune dell’Alto Adige, può candidarsi alla carica di consigliere provinciale (elettorato passivo). Lei o lui è quindi eleggibile. Tuttavia esistono delle eccezioni, stabilite con precisione nella legge elettorale che fissa alcune categorie di persone che nonostante abbiano tutti i requisiti succitati non possono essere elette consigliera o consigliere provinciale. Si tratta per es. dei sindaci dei comuni più grandi (con più di 20.00 abitanti), di alcuni alti funzionari dello Stato, della Regione o della Provincia, dei giudici che amministrano la giustizia in Regione, dei religiosi, dei vertici di società con partecipazione maggioritaria della Provincia ecc. Queste persone non sono eleggibili (e di conseguenza non possono candidarsi), a meno che al più tardi l’ultimo giorno utile stabilito per la presentazione delle candidature non si dimettano dal loro incarico e non svolgano più tale funzione.
Il senso di questa norma è quello di creare, almeno in linea teorica, le stesse condizioni e quindi le stesse opportunità per tutte le candidate e tutti i candidati ovvero, altrimenti detto, si vuole evitare che una candidata/un candidato possa trarre vantaggio dalla sua posizione, influenzare il voto dell’elettorato e quindi ne abbia un tornaconto personale.
La verifica, se tutte le componenti e tutti i componenti del Consiglio provinciale, che sono state elette e sono stati eletti, erano anche tutte e tutti realmente eleggibili oppure se sussistevano cause di ineleggibilità, la effettua lo stesso Consiglio provinciale entro 6 mesi dall’inizio della legislatura. Se il Consiglio dovesse giungere alla conclusione che una consigliera eletta oppure un consigliere eletto non erano eleggibili, delibera l’annullamento dell’elezione e la o lo fa decadere dalla carica elettiva ricoperta.
Informazione
Il servizio stampa del Consiglio provinciale provvede all'informazione dell'opinione pubblica sull'attività del Consiglio provinciale e dei suoi organi. I giornalisti curano i necessari rapporti con i mezzi di informazione.
Iniziativa popolare
I disegni di legge possono essere presentati non solo dai consiglieri e dalle consigliere provinciali e dalla Giunta provinciale, ma anche dal popolo. L'iniziativa popolare delle leggi provinciali è esercitata da almeno 8.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di un comune della provincia, che hanno diritto al voto per le elezioni del Consiglio provinciale. Un disegno di legge elaborato dai promotori dell'iniziativa e sostenuto da 8.000 cittadini e cittadi-ne con la propria firma viene chiamato iniziativa popolare.
Interrogazione
I consiglieri/Le consigliere hanno il diritto di presentare interrogazioni scritte che consistono nella semplice domanda se un fatto sia vero, se un'informazione sia pervenuta all'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale o alla Giunta provinciale o se sia esatta, se l'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale o la Giunta provinciale abbiano assunto o intendano assumere decisioni su determinati argomenti, o comunque per sollecitare informazioni o spiegazioni sull'attività della pubblica amministrazione. All’interrogazione il/la componente competente della Giunta provinciale o il/la presidente del Consiglio provinciale (qualora la domanda sia rivolta a lui/lei) deve fornire una risposta scritta entro 30 giorni.
Interrogazione su temi di attualità
In ciascuna sessione del Consiglio provinciale è previsto, di norma il primo giorno della sessione, uno spazio riservato alla trattazione di brevi interrogazioni concernenti temi di attualità, che ciascun consigliere/ciascuna consigliera può rivolgere al/alla presidente del Consiglio provinciale, al/alla presidente della Provincia e ai/alle componenti della Giunta provinciale. La risposta degli interrogati/delle interrogate deve essere altrettanto breve.