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Il Consiglio provinciale dalla A alla Z
Il Consiglio provinciale dalla A alla Z
lettera: R
Ratifica
Ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione italiana qualsiasi Regione, ma anche le due Province autonome di Bolzano e di Trento, qualora ritengano che una legge dello Stato o la legge di un’altra Regione leda la loro sfera di competenza, possono promuovere la questione di legittimità costituzionale dinnanzi alla Corte costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge. L’impugnazione viene promossa dal/dalla presidente della Provincia, che è il/la rappresentante legale di quest’ultima, sulla base di una deliberazione del Consiglio provinciale. In effetti per una questione di tempo ovvero di scadenze (per l’impugnazione ci sono solo 60 giorni a disposizione), tale deliberazione viene di norma adottata dalla Giunta provinciale ai sensi dell’articolo 44, comma 5 dello Statuto di autonomia, anche se poi dovrà essere sottoposta per la ratifica al Consiglio provinciale nella sua prima seduta successiva.
Referendum popolare
Come l'iniziativa popolare, anche il referendum popolare è un'espressione della cosiddetta "democrazia diretta". In caso di referendum tutti i cittadini e tutte le cittadine che hanno diritto di voto per l'elezione del Consiglio provinciale sono chiamati/chiamate a decidere direttamente con il proprio voto se una legge provinciale debba essere abrogata per intero o parzialmente (referendum abrogativo) o se un determinato progetto di legge debba essere approvato e quindi trasformato in legge (referendum propositivo). Il Consiglio provinciale può inoltre indire un referendum consultivo su un progetto di legge prima che questo venga approvato in via definitiva.
Regolamento interno
Per poter lavorare bene in Consiglio provinciale ci vogliono buone regole! Pertanto l'articolo 31 dello Statuto di autonomia prevede che il Consiglio si dia un regolamento interno, da approvare con la maggioranza assoluta dei suoi/delle sue componenti. Il regolamento interno disciplina tutte le attività del Consiglio, in altre parole stabilisce le regole del gioco per lo svolgimento dell'intera attività parlamentare. Ogni regolamento interno moderno deve garantire da un lato il diritto della maggioranza di governare conferitole dagli elettori e dalle elettrici, dall'altro il diritto della minoranza politica di fare una critica costruttiva e di esercitare il controllo. È compito del/della presidente imporre il rispetto del regolamento.
Relazione della commissione
Le commissioni (commissioni legislative, commissioni d'inchiesta, commissioni speciali, …) presentano, sui disegni di legge e sulle materie di loro competenza, le relazioni e le proposte che ritengono opportune o che sono loro state richieste dal Consiglio. La relazione della commissione viene letta in aula dal/dalla presidente della commissione o da un/una componente della stessa. I/Le componenti della commissione che non approvano la decisione della commissione hanno la facoltà di presentare una propria relazione di minoranza.
Resoconto integrale
Di ogni seduta pubblica viene effettuata una registrazione che viene successivamente trascritta e stampata, dopo una revisione a cura dell'ufficio competente. Lo scopo è quello di ottenere una restituzione quanto più fedele possibile della parola pronunciata. Un resoconto integrale contiene ciò che è stato effettivamente detto per cui i singoli interventi in genere non vengono tradotti nell'altra lingua e di conseguenza non viene redatto un resoconto bilingue.
Richiamo
Se un consigliere/una consigliera turba l’ordine, il/la presidente lo/la richiama nominandolo/nominandola. Qualora dopo un secondo richiamo all’ordine nel corso della stessa seduta un consigliere/una consigliera persista nel turbare l’ordine, il/la presidente deve disporne l’esclusione dall’aula per tutto il resto della seduta e, in casi particolarmente gravi, infliggergli/infliggerle la censura.
Richiamo all'argomento
Qualora un consigliere/una consigliera nel corso di un suo intervento divaghi dal tema trattato, il/la presidente lo/la esorta ad attenervisi. Se il consigliere/la consigliera ignora per due volte tale esortazione, il/la presidente può togliergli/toglierle la parola su tale argomento.